Questo spazio è per perdersi in chiacchiere: come attorno al tavolo, quando la cena non vuole saperne di concludersi perchè un discorso tira l'altro e gli amici ci rallegrano il cuore. È per perdersi in chiacchere di tango: quello danzato, ma anche quello suonato, ascoltato, scritto, letto, guardato, sognato, vissuto e raccontato. Vorremmo discorrerne qui senza fretta, che è la nemica di ogni approfondimento e di ogni approccio divertente alle cose, per scoprirne con voi soprattutto gli aspetti curiosi ed insoliti, e parlandone in modo leggero e giocoso (ma non superficiale).
Sospendiamo per un istante il thread sui tanghi stupefacenti (che riprenderemo tosto tra qualche settimana) e cambiamo argomento, distraendoci un pochino con qualcosa di completamente diverso, ma di altrettanto insolito, e forse anche più “allucinogeno” … ;)
L’idea di fare un post in collaborazione con lui è nata QUI, sul blog di Agata. Lui, è Mario Cambiaghi: uno dei personaggi più curiosi e particolari del web e dei pisos del tango, sia di qui che di là dall’oceano. Da alcuni amatissimo, da altri detestato, di certo mai indifferente e mai neutrale.
Oltre ad esssere dotato di un eccezionale senso dell’umorismo è anche il felice proprietario di una delle più grandi collezioni al mondo di Cumparsite e di tanghi eccentrici, e ci ha inviato questa:
LA CUMPOLACCA
Lasciamo senz’altro a lui la parola e le briglie di questo post, perché ce la spieghi, ce la illustri e “ce la racconti" come solo lui sa fare… ;)
(Cari lettori: tutto il sugo di questo post, più che nel post stesso, sta nei commenti qui sotto.
Non accontentatevi di sorbirvi velocemente una minestrina scondita:
leggeteveli e, soprattutto, ascoltateveli tutti!)
Non so se conoscete quell’antico proverbio porteño che in lunfardo recita (traduco):
“chi posta sul blog il primo dell’anno, posta poi sul blog tutto l’anno!”
Lo conoscevate? ... No... ? ;-)) Ecco, è precisamente con questo augurio e proposito che vi diamo il nostro BUON ANNO più sincero, rispondendo anche, finalmente, e sempre in collaborazione con il bravo Punto y Branca, al quiz che vi sta tenendo in sospeso oramai da quasi tre mesi… !
I tanghi che parlano di droga, dicevamo, sono davvero tanti; la nostra intenzione però è semplicemente quella di ricordarvi qui i più famosi, quelli che si ballano e che si ascoltano sempre in milonga, normalmente, senza dover fare nessuna ricerca particolare.
Bando ai preamboli, ecco il primo, lo conoscerete senz’altro tutti:
CORRIENTES Y ESMERALDA, Tango
(1933, F.Pracánico - C.Flores)
Orquesta Juan D’Arienzo con Alberto Echagüe
La strofa “incriminata” è questa:
"Esquina porteña, tu rante canguela se hace una melange de caña, gin fitz, pase inglés y monte, bacará y quiniela, curdelas de grappa y locas de pris.”
Dove “pris” sta per “cocaina”… ma anche il resto dei versi, ad esser sinceri, disegna un quadretto non del tutto rassicurante. La strofa, tradotta in italiano, suona così:
"Angolo porteño, i tuoi intrecci balordi
diventano un miscuglio di caña (è un amaro), gin fitz,
pase inglés e monte,
bacarà (sono tutti giochi di carte, o di dadi) e quiniela (lotteria clandestina),
ubriaconi di grappa e drogate di coca."
Ed ecco il secondo tango “estupefaciente”, anche questo ascoltatissimo e ballatisimo:
NOCHES DE COLÓN, Tango
(1926, R.De Los Hoyos - R.L.Cayol)
Orquesta Ricardo Tanturi con Alberto Castillo
La versione di Tanturi è "censurata", ma il testo integrale dice, alla terza strofa:
"Los paraísos del alcaloide para olvidarla yo paladeé y por las calles, como soñando, hecho un andrajo me desperté."
vale a dire:
"Ai paradisi dell’alcaloide
per dimenticarla io presi gusto
e per la strada, come sognando,
ridotto a uno straccio, mi risvegliai."
E infine il terzo, pure questo conosciutissimo e spesso presente nelle scalette dei musicalizadores:
Anche questa versione di Biagi-Falgás non è cantata integralmente, ma all’ultima strofa il testo dice:
"Y una noche de champán y de cocó,
al arrullo funeral de un bandoneón,
pobrecita, se durmió,
lo mismo que Mimí,
lo mismo que Manón."
che sarebbe:
"E una notte di champagne e cocaina,
alla nenia funebre di un bandoneón,
poverina, si addormentò,
lo stesso che Mimì,
lo stesso che Manón."
Non vogliamo esagerare e rischiare di annoiarvi mettendo troppa carne al fuoco: forse tra qualche settimana ve ne suggeriremo altri tre, altrettanto conosciuti, ma per ora ci sembra che basti.
Ci auguriamo comunque che nei prossimi giorni tutto ciò vi possa servire per divertirvi, quando riconoscerete questi tanghi in milonga, mentre li ballate, e a ridacchiare sotto ai baffi mentre ballando penserete un po’ anche a noi, al nostro blog e ai nostri post, un po’ rari, è vero, ma pur sempre “estupefacientes”.
… O no? ;-))