Nel clima euforico di questi mondiali di calcio viene

spontaneo pensare che, da quando esistono, il tango e il gioco del calcio sono sempre stati le due più grandi passioni del popolo argentino.
Un personaggio, in particolare, incarnò perfettamente questa doppia vocazione: si tratta di
Raimundo Bibiani Orsi. Avete mai sentito parlare di lui?
Naque nel 1901 ad
Avellaneda da genitori genovesi; suo fratello Máximo era compositore e paroliere ed egli fu violinista precoce e di talento: suonò nell’orchestra di
Francisco Canaro ed in altre formazioni, fino ad arrivare a dirigere un suo proprio gruppo di tango ed a comporre anche alcuni pezzi. Fu però, anche, uno dei calciatori più famosi e pagati degli anni trenta e una delle migliori ali sinistre di tutti i tempi: per il suo talento sportivo fece parlare di sé il mondo intero.

Raimundo Orsi, detto “
Mumo”, cominciò la sua carriera di calciatore nella squadra argentina dell’
Independiente, ma fu presto notato per il suo straordinario talento dai dirigenti della
Juventus che lo ingaggiarono nella squadra torinese, dove giocò dal 1929 fino al 1935. Più volte capocannoniere bianconero, in quegli anni, contribuì in maniera determinante alla conquista dei cinque famosi scudetti del quinquiennio d’oro della Juve (1930/1935) e con il suo stile da fuoriclasse fece innamorare di sé i tifosi italiani. Possedeva un gioco elegantissimo, una rapidità non comuni e all’epoca era considerato un vero prodigio calcistico, un artista del pallone: una specie di Maradona. Naturalizzato Italiano fece anche parte della
Nazionale Azzurra che nel 1934 vinse la coppa del mondo.

Non dimenticò tuttavia mai la passione per la musica e per il tango e si narra che non perdesse mai occasione di suonare. Un aneddoto riportato dalla stampa dell’epoca lo ritrae ad una festa ove si era recato insieme ai compagni di squadra: insoddisfatto della musica proposta quella sera dall’orchestra, afferrò un violino e cominciò senza alcuna inibizione a dare a tutti i presenti un saggio del proprio repertorio tanguero.