¿ SABÍAS QUE... ?A


( SLOW BLOG DI CURIOSITÀ TANGUERAS )

Questo spazio è per perdersi in chiacchiere: come attorno al tavolo, quando la cena non vuole saperne di concludersi perchè un discorso tira l'altro e gli amici ci rallegrano il cuore.
È per perdersi in chiacchere di tango: quello danzato, ma anche quello suonato, ascoltato, scritto, letto, guardato, sognato, vissuto e raccontato.
Vorremmo discorrerne qui senza fretta, che è la nemica di ogni approfondimento e di ogni approccio divertente alle cose, per scoprirne con voi soprattutto gli aspetti curiosi ed insoliti, e parlandone in modo leggero e giocoso (ma non superficiale).

venerdì, 19 maggio 2006

… PROPRIO IN TUTTE LE SALSE…


Juan D


COMME IL FAUT, Tango
Juan D'Arienzo y su orquesta, 1936


Dopo le interpretazioni di Troilo e Tanturi - che immaginiamo avrete ascoltato fino allo sfinimento provando a indagarne affinità e differenze ;)) - ecco ancora “Comme il faut”, ma nelle esecuzioni di Juan D’Arienzo e Carlos Di Sarli: di quest’ultimo, addirittura, tre differenti registrazioni, distanti qualche anno l’una dall’altra.
Ascoltando si scoprono tutte le variazioni che uno stesso brano è capace di produrre a seconda di chi lo interpreta o del periodo in cui viene eseguito. È interessante confrontare le differenti strumentazioni: nel tango l’aspetto dell’arrangiamento è di fondamentale
importanza nella definizione di un brano, tanto
che spesso l’autore passa in seconda linea
Carlos Di Sarli y su Orquesta rispetto all’interprete e si parla di questo o di quel pezzo quasi sempre in relazione all’orchestra che lo esegue. Anche la data di esecuzione ha un peso, sia per via  del variare dello stile nelle diverse epoche, che per l’evolversi dei sistemi di registrazione.
Non addentriamoci in particolari teorici e tecnici, però, e godiamoci la musica, diteci: qual è, tra tutte, l’esecuzione che preferite?  :-)




COMME IL FAUT, Tango, Carlos Di Sarli y su orquesta                           



1947                                               1951                                               1955                        



(Ringraziamo l’amico Roberto Poretto per la ricerca sulle incisioni di Carlos Di Sarli nelle diverse epoche, ricerca che volentieri utilizziamo qui e che ha ispirato questo post.)
postato da: SilvySeba alle ore 10:52 | link | commenti (14)
categorie: musica, approfondimenti
giovedì, 04 maggio 2006

“COMO DEBE SER”


RafaelEduardoEcco come mai i due tanghi di cui parlavamo nei giorni scorsi sono così simili, anzi, quasi uguali…
Correva l’anno 1907 e per i "cafetini" della provincia di Buenos Aires due ragazzi appena adolescenti giravano e si esibivano suonando insieme la chitarra. Proprio in quel periodo i due composero, insieme, il loro primo tango: erano Eduardo Arolas, quindicenne, e il suo amico e socio Rafael Iriarte, che aveva allora diciassette anni.
Arolas ne scrisse la prima parte e Iriarte la seconda, ma nessuno dei due si preoccupò di formalizzare la paternità della composizione, che per quel che ne sappiamo rimase al momento senza un titolo vero e proprio.
Questo tango fu dunque quasi dimenticato fino a diversi anni dopo, quando il fratello di Arolas, José, meno creativamente dotato di Eduardo, ma decisamente più fornito di lui quanto a senso pratico, decise di pubblicare presso un editore musicale tutti i tanghi composti fino ad allora dal fratello, il quale era nel frattempo diventato  conosciutissimo
e si trovava in quel mentre a Parigi.
Tra i suoi fogli ne trovò anche uno che portava la scritta: “como debe ser”. Era proprio il tango di cui stiamo parlando noi ora, il suo primissimo tango, quello composto insieme ad Iriarte, ma José Arolas non poteva saperlo e lo fece pubblicare con tutti gli altri, dandogli il titolo di “Comme il faut”, traduzione francese (forse omaggio al soggiorno parigino del fratello) di quel “como debe ser” che aveva trovato appuntato sulla partitura manoscritta.
La composizione conobbe dunque la sua prima fama con questo titolo.
Circa una decina di anni dopo, quando la meteora Arolas aveva già concluso la sua abbagliante traiettoria creativa, morendo giovanissimo, il meno noto
ma più longevo Iriarte volle a ragione sfruttare a sua volta la propria quota di paternità in quel primogenito tango. Oramai era però un tantino tardi per aggiungere il proprio nome di autore a fianco di quello dell'amico e fu così che Rafael decise di pubblicare una propria personale versione
dello stesso pezzo
Comparsa_CriollaComme_il_fautpresso un altro editore, usando necessariamente un titolo diverso: “Comparsa Criolla”.
È appunto quest’ultima edizione, con questo nuovo titolo, quella che Tanturi utilizzò per l’esecuzione con la propria orchestra in sala di incisione.
La versione di Arolas, quella più nota, fu invece utilizzata per le registrazioni
di Troilo, Di Sarli e D’Arienzo.
Ecco com’è che andò.

 
postato da: HoracioJose alle ore 15:33 | link | commenti (5)
categorie: cronache