¿ SABÍAS QUE... ?A


( SLOW BLOG DI CURIOSITÀ TANGUERAS )

Questo spazio è per perdersi in chiacchiere: come attorno al tavolo, quando la cena non vuole saperne di concludersi perchè un discorso tira l'altro e gli amici ci rallegrano il cuore.
È per perdersi in chiacchere di tango: quello danzato, ma anche quello suonato, ascoltato, scritto, letto, guardato, sognato, vissuto e raccontato.
Vorremmo discorrerne qui senza fretta, che è la nemica di ogni approfondimento e di ogni approccio divertente alle cose, per scoprirne con voi soprattutto gli aspetti curiosi ed insoliti, e parlandone in modo leggero e giocoso (ma non superficiale).

martedì, 18 aprile 2006

ASCOLTAR “COME SI DEVE"

Orquesta Aníbal Troílo


COMME IL FAUT, Tango
Aníbal Troilo y su orquesta, 1938




Orquesta Tipica Tanturi

COMPARSA CRIOLLA, Tango
Ricardo Tanturi y su orquesta, 1941




Oggi vi proponiamo l’ascolto di due tanghi che forse già conoscete:
si tratta del famoso “Comme il faut”, qui nella versione non troppo diffusa, ma molto bella, di Aníbal Troilo, del 1938, e del meno noto, ma altrettanto bello, “Comparsa Criolla”, dalla registrazione dell’orquesta tipica di Ricardo Tanturi del 1941.
Avete mai ascoltato con attenzione questi due tanghi?
Se non lo avete mai fatto, fatelo ora: e fatelo “comme il faut”!
(Anche se la qualità dei due leggerissimi MP3 non è propriamente eccelsa.)
… Poi diteci le vostre impressioni…
Non notate niente?  ;)
postato da: SilvySeba alle ore 01:21 | link | commenti (6)
categorie: musica
mercoledì, 05 aprile 2006

DAL TANGO AL LINGUAGGIO POPOLARE


Girellando per la rete abbiamo trovato e infilato subito nel nostro cestino quest’interessante pagina di curiosità linguistiche riferite al tango. Ve la proponiamo, dunque; dice più o meno così:

Gli autori di tango hanno captato lo stato d’animo della città (di Buenos Aires) e l’hanno trasportato nella propria poesia: dentro ai loro versi le frasi hanno un significato circoscritto, ma quando passano a far parte del linguaggio popolare finiscono per esprimere una maniera di vedere la vita.

Molte espressioni del repertorio tanguero si usano frequentemente nei
titoli dei giornali:
Far qualcosacon il cuore al sud (“con el corazón al sur”, da: El corazón al sur). (Si intende: con un sentimento di nostalgia.)
 
Altre sono frequenti in letteratura:
Un’ombra presto diverrai (Una sombra ya pronto serás”, da: Caminito). (Si riferisce all’impermaneza e alla transitorietà delle vicende umane.)
Non ci sarà più dolore, né oblio (“No habrá más penas ni olvidos”, da: Mi Buenos Aires querido). (È espressione di incoraggiamento e speranza in una soluzione futura di ogni affanno e dolore.)

Le ritroviamo infine, spesso, nella conversazione quotidiana:
Vent’anni non son niente (“Veinte años no es nada”, da: Volver)
significa che malgrado il passare del tempo, con i suoi mutamenti, alcune caratteristiche essenziali delle cose permangono, o anche che alcuni fatti del passato ormai lontano sembrano esser successi soltanto ieri (che il tempo della vita vola via e passa in un attimo, insomma).
Chi non strilla non ciuccia (“El que no llora no mama”, da: Chambalache), riflette un pensiero ben radicato nella società porteña: chi non si lamenta o domanda con insistenza non riceve alcun vantaggio.
La lotta è crudele ed è tanta (“La lucha es cruel y es mucha“, da: Uno) richiama l’idea piuttosto pessimista e molto poco incoraggiante, della vita come condizione in cui lo sforzo è inevitabile (e le difficoltà che lo richiedono, all’ordine del giorno).
Che tempi, quelli! (“¡Qué tiempos aquellos!”da: Tiempos viejos), è il ricordo nostalgico di un passato glorioso.

Coloro che oggi son nonni erano giovani quando queste frasi furono scritte. Le hanno adottate, passate ai propri figli e questi ai nipoti.
La storia dirà se resisteranno , radicandosi stabilmente nel linguaggio porteño.
postato da: SilvySeba alle ore 01:03 | link | commenti (4)
categorie: linguaggio, società, letras