¿ SABÍAS QUE... ?A


( SLOW BLOG - quasi una sobremesa - DI CURIOSITÀ TANGUERAS )

Questo spazio è per perdersi in chiacchiere: come attorno al tavolo, quando la cena non vuole saperne di concludersi perchè un discorso tira l'altro e gli amici ci rallegrano il cuore.
È per perdersi in chiacchere di tango: quello danzato, ma anche quello suonato, ascoltato, scritto, letto, guardato, sognato, vissuto e raccontato.
Vorremmo discorrerne qui senza fretta, che è la nemica di ogni approfondimento e di ogni approccio divertente alle cose, per scoprirne con voi soprattutto gli aspetti curiosi ed insoliti, e parlandone in modo leggero e giocoso (ma non superficiale).

Silvina y Sebastián

Utente: SilvySeba

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tra un tango e l'altro

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tango curiosi

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lunedì, 09 marzo 2009

UN CAFFÈ E UN TANGO

"Sapevate che"... quando una caffettiera si appassiona al tango, anche il caffé può diventare rilassante??  ;)

Di ZOP è il fumetto originale, di MARIO CAMBIAGHI l'idea della trasformazione tanghéra dei testi, e di ZOE l'adattamento finale in fumetto tanghéro.
E tutti e tre insieme lo offriamo a voi, sperando che vi divertiate, e  possibilmente che ve la sghignazziate ...   :))

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(oggi è la GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA, e il nostro rilasssatisssssimo blog aderisce e festeggia in questo modo la ricorrenza!)  ;)

***

AGGIORNAMENTO DEL 13-03.09 proposto da AGATA:

... Ma... quale potrebbe essere il tango perfetto per fare da COLONNA SONORA a questa singolare storia??"
Pensateci... immaginatevelo... proponetecelo se volete...  non è proprio un "qiuz", ma... quasi!  ;)
postato da: ZoeLog alle ore 22:31 | link | commenti (27)
categorie: immagini, fumetti, humor, facezie, comics, tango, parodie, zop , mario cambiaghi
lunedì, 20 ottobre 2008

DIALETTANGO

L'estate è corsa via, insieme alle sue nostalgie, il clima già rinfresca e noi riacciuffiamo il bandolo del discorso rinfrescando dal canto nostro  l'argomento del post precedente, che ci è parso troppo interessante per liquidarlo così in due battute.
Dopo le Cumparsite, che vi abbiamo propinato in tutte le salse, abbiamo pensato di scandagliare un po’ più a fondo anche il tema del
"tango vernacolare".
Il Cambiaghi ci autorizza a copiargli perfino il titolo : DIALETTANGO - rubrica già storicamente presente in www.humortango.org - e anzi, nonostante lui sia continuamente impegnato a visitare milonghe in tutto il mondo, ci assicura comunque ancora una piccola collaborazione in materia.
Rinnnoviamo il ringraziamento a Chamaco per il contributo al post che precede, e lo estendiamo a tutti quanti contribuiranno ancora.
Pargolo, tu però vedi di tornare presto dall'Ecuador, e datti da fare... ! ;-))

(E intanto Mario, per ora, ci ha mandato questo :
 

O MIA BELA MADUNINA

 
…che poi sarebbe “l'inno civico" dei milanesi, e che pubblichiamo qui per voi in un arrangiamento piuttosto stravagante, con arpa, batteria, chitarra e organo elettrici, e con un compás non proprio impeccabile e coerente: ma pochi sanno, come ci insegna il Cambiaghi, che
il grande D'Anzi lo scrisse proprio come  tango... !)

Ricordiamo a tutti i lettori che questo post non si esaurisce qui, ma che - con la consueta calma del nostro blog-sobremesa - sta seguitando ad arricchirsi di contributi tra i più diversi nei commenti qua sotto, che vi consigliamo vivamente di leggere e soprattutto di... ascoltare!!!  ;)


postato da: SilvySeba alle ore 19:09 | link | commenti (25)
categorie: musica, milano, approfondimenti, dialetto, linguaggio, tango, società
martedì, 08 luglio 2008

NOSTALGIA DEL NOST BLOG


E in men che non si dica è arrivata l’estate. 
Per i primi sei mesi dell’anno abbiamo lasciato carta bianca alla fantasia senza fine di Mario Cambiaghi e al suo incredibile post sulle Cumpas: lo ringraziamo moltissimo per come ha saputo intrattenerci con generosità per mezza annata, offrendoci all’ascolto parte della sua sterminata collezione di Cumparsitas.

Ma ora la nostalgia per il nostro blog ri-bussa  alla porta e non vogliamo andare in vacanza senza un saluto personale: lo facciamo con un curiosissimo tango in milanese  che abbiamo ascoltato per caso una settimana fa - proprio insieme a Mario che era in partenza per Buenos Aires - alla  milonga del Treno, dove era stato scelto per chiudere in maniera molto poetica e allusiva la serata, e la stagione.
È un tango che parla di nostalgia per Milano, la città che ci ha accolto in Italia, che ora ci ospita e dalla quale, chi prima e chi poi, partiremo quasi tutti durante questo periodo: alla quale lo dedichiamo.
E di nuovo ringraziamo Mario, che con la sua cultura enciclopedica ci ha fatto notare questa chicca che altrimenti sarebbe sfuggita alla nostra attenzione e che ci ha messo a disposizione il testo di questo tango particolare; ringraziamo anche l’humorTanguera romana “Sorcetta” per aver scovato nel web il file musicale.

Buone vacanze a tutti. E… buona nostalgia! ;)

NOSTALGIA DE MILÀN
Alberto Rabagliati


Milano
Stasera sunt in vena       
de fa el sentimental,
la nòtt l'è inscì serena
ma mi me senti mal.

Te scrivi, cara mama,
sun stuff de restà chì,
el me Milan el me ciama
visin a ti.

O mama mia,
mi sun luntan,
ma gu la nostalgia
del mè Milan.

Mi vuraria
turnà duman,
t'el giuri, curaria
cunt' el coeur in di man.

Vedè la Madunina,
sentì 'l mè bel dialett,
sveèliass una mattina
in del mè lett.

O mama mia,
inscì luntan,
t'el giuri, piangiaria
pur de vess a Milan.

La par 'na stupidada,
se pensi ai mè bastiun
ma foo 'na sifolada
per cascià giò el magun.

E quand ven giò la sera
rivedi i bei tusann,
rivedi la ringhera
di mè vint'ann.

Oh mama, mama mia bela là,
mi sun tant distant de ti,
e pensi sempre al mè bel Milan,
al nost bel Milan

Vedè la Madunina,
sentì el mè bel dialett,
sveèliass una matina
in del me lett.

Mameta bela,
mi turneru
e semper in sul coeur
te stringiaru!
postato da: SilvySeba alle ore 00:05 | link | commenti (5)
categorie:
lunedì, 28 gennaio 2008

LA CUMPOLACCA

Sospendiamo per un istante il thread sui tanghi stupefacenti (che riprenderemo tosto tra qualche settimana) e cambiamo argomento, distraendoci un pochino con qualcosa di completamente diverso,  ma di altrettanto insolito, e forse anche più “allucinogeno” … ;)
L’idea di fare un post in collaborazione con lui è nata QUI,  sul blog di Agata.
Lui, è Mario Cambiaghi: uno dei personaggi più curiosi e particolari del web  e dei pisos del tango,  sia di qui che di là dall’oceano. Da alcuni amatissimo, da altri detestato,  di certo mai indifferente e mai neutrale.
Oltre ad esssere dotato di un eccezionale senso dell’umorismo è anche il felice proprietario di una delle più grandi collezioni al mondo di Cumparsite e di tanghi eccentrici, e ci ha inviato questa:

LA CUMPOLACCA


Lasciamo senz’altro a lui la parola e le briglie di questo post, perché ce la spieghi, ce la illustri e “ce la racconti" come solo lui sa fare… ;)

(Cari lettori: tutto il sugo di questo post, più che nel post stesso, sta nei commenti qui sotto.
 Non accontentatevi di sorbirvi velocemente una minestrina scondita:
leggeteveli e, soprattutto, ascoltateveli tutti!)


postato da: ZoeLog alle ore 19:15 | link | commenti (84)
categorie: musica, personaggi, perlitas
martedì, 01 gennaio 2008

TANGOS ESTUPEFACIENTES

Non so se conoscete quell’antico proverbio porteño che in lunfardo recita (traduco):
“chi posta sul blog il primo dell’anno, posta poi sul blog tutto l’anno!”
Lo conoscevate? ...  No... ?  ;-))  Ecco, è precisamente con questo augurio e proposito che vi diamo il nostro BUON ANNO  più sincero, rispondendo anche, finalmente, e sempre in collaborazione con il bravo Punto y Branca, al quiz che vi sta tenendo in sospeso oramai da quasi tre mesi… !
I tanghi che parlano di droga, dicevamo, sono davvero tanti; la nostra intenzione però è semplicemente quella di ricordarvi qui i più famosi, quelli che si ballano e che si ascoltano sempre in milonga, normalmente, senza dover fare nessuna ricerca particolare.
Bando ai preamboli, ecco il primo, lo conoscerete senz’altro tutti:

ESMERALDA Y CORRIENTES-1926

CORRIENTES Y ESMERALDA
, Tango
(1933, F.Pracánico - C.Flores)
Orquesta Juan D’Arienzo con Alberto Echagüe

La strofa “incriminata” è questa:

"Esquina porteña, tu rante canguela
se hace una melange de caña, gin fitz,
pase inglés y monte, bacará y quiniela,
curdelas de grappa y locas de pris.”

Dove “pris” sta per “cocaina”… ma anche il resto dei versi, ad esser sinceri, disegna un quadretto non del tutto rassicurante. La strofa, tradotta in italiano, suona così:

"Angolo porteño, i tuoi intrecci balordi
diventano un miscuglio di caña (è un amaro), gin fitz,
pase inglés e monte,
bacarà (sono tutti giochi di carte, o di dadi) e quiniela (lotteria clandestina),
ubriaconi di grappa e drogate di coca."


Ed ecco il secondo tango “estupefaciente”, anche questo ascoltatissimo e ballatisimo:


NOCHES DE COLÓN,
Tango
(1926, R.De Los Hoyos - R.L.Cayol)
Orquesta Ricardo Tanturi con Alberto Castillo

La versione di Tanturi è "censurata", ma il testo integrale dice, alla terza strofa:

"Los paraísos del alcaloide
 para olvidarla yo paladeé
 y por las calles, como soñando,
 hecho un andrajo me desperté."

vale a dire:

"Ai paradisi dell’alcaloide
per dimenticarla io presi gusto
e per la strada, come sognando,
ridotto a uno straccio, mi risvegliai."


E infine il terzo, pure questo conosciutissimo e spesso presente nelle scalette dei musicalizadores:

Griseta

GRISETA,
Tango
(1924, E.Delfino - J.González Castillo)
Orquesta Rodolfo Biagi con Andrés Falgás

Anche questa versione di Biagi-Falgás non è cantata integralmente, ma all’ultima strofa il testo dice:

"Y una noche de champán y de cocó,
al arrullo funeral de un bandoneón,
pobrecita, se durmió,
lo mismo que Mimí,
lo mismo que Manón."


che sarebbe:

"E una notte di champagne e cocaina,
alla nenia funebre di un bandoneón,
poverina, si addormentò,
lo stesso che Mimì,
lo stesso che Manón."


Non vogliamo esagerare e rischiare di annoiarvi mettendo troppa carne al fuoco: forse tra qualche settimana ve ne suggeriremo altri tre, altrettanto conosciuti, ma per ora ci sembra che basti.
Ci auguriamo comunque che nei prossimi giorni tutto ciò vi possa servire per divertirvi, quando riconoscerete questi tanghi in milonga, mentre li ballate, e a ridacchiare sotto ai baffi mentre ballando penserete un po’ anche a noi, al nostro blog e ai nostri post, un po’ rari, è vero, ma pur sempre “estupefacientes”.
… O no? ;-))

martedì, 25 dicembre 2007

WHITE CHRISTMAS

Per il rotto della cuffia e in maniera non propriamente tanguera,
ma con tutto il nostro affetto vi auguriamo:

BUON NATALE!



(con un ringraziamento speciale a Ella,
che ci ha fatto conoscere questa bellissima animazione di Joshua Held
e questa straordinaria versione di White Christmas, dei Drifters)  :)
postato da: ZoeLog alle ore 23:31 | link | commenti (2)
categorie: musica, immagini, dediche
venerdì, 12 ottobre 2007

CANTO DE LUNA

L’amico Jorge  -  l’ottimo PUNTO Y BRANCA  -  ci invia e mette a disposizione nostra e di tutti voi questo singolare tango: davvero una perlita!


mini_cocaina_flor


     CANTO DE LUNA
 (Cocaina en flor) -1935-
   canta: Carmelita Aubert



En una jardin de ensueños y armonias

 de aromas de mi noche primavera
 en solitud que toca y presionacocaina-en-flor
 me estremeci al oir cantar

 la luna fue con su rayo de plata
 que ilumino de ardor todo mi ser
 que comprendio mi pasion mi deseo
 y asi me hablo brindandome un querer

 Cocaina en flor cocaina en flor
 es pasion divina
 es perfume que fascina
 es la brasa del amor
 Cocaina en flor cocaina en flor
 es perfume serio, placentero
 y un misterio
 en las lides del amor.

 La luna fue guardian de enamarados
 quien cobijo tambien fuego mi amor
 es un amor que aun  perdura y persiste
 como el perfume Cocaina en flor

 Yo le soy fiel a este grato perfume
 tambien es fiel mi amor y mi ilusion
 aun los dos  en el jardin por la noche
 oimos cantar la luna esta cancion

 Cocaina en flor cocaina en flor
 es pasion divina
 es perfume que fascina
 es la brasa del amorcoca-still
 Cocaina en flor cocaina en flor
 es perfume serio, placentero
 y un misterio
 en las lides del amor.


 Recitado:

Un perfume que persiste
un aroma que no cansa
una sensacion que no se olvida
SuperPerfume Cocaina en flor.



Un'autentica curosità e rarità: un tango che è la pubblicità di un profumo dal nome quanto meno singolare e che veniva, negli anni '30, regolarmente e senza troppe remore trasmesso alla radio.
Ma i tanghi che nel loro testo contengono allusioni più o meno esplicite alla cocaina o ad altri stupefacenti sono comunque parecchi e attraversano ogni epoca della storia di questo genere musicale, tanto che qualche anno fa PUNTO Y BRANCA aveva organizzato
a “La Cueva” addirittura un intero ciclo di serate dedicate a los “Tangos Reos”,  incontri che qualche volta si chiamavano anche: "Desde el hondo bajo fondo" e che qualcuno di voi forse ricorda.
Alcuni di questi tanghi, comunque, sono molto conosciuti e vengono proposti spesso in milonga: i nostri attentissimi lettori sapranno senza dubbio citarcene qualcuno, vero?
Aspettiamo senz’altro i vostri contributi e l'ennesima prova
della vostra bravura… come dire… stupefacente!  ;-))
postato da: SilvySeba alle ore 19:18 | link | commenti (16)
categorie: approfondimenti, indovinelli, società, letras, perlitas
mercoledì, 22 agosto 2007

LA FOULE

Agosto sta per finire e la metropoli piano piano si risveglia…

“Rivedo  la città in festa e in delirio, soffocando sotto il sole e la gioia, e sento nella musica le grida, le risate che scoppiano e mi rimbalzano intorno, e sperduta tra la gente che mi spinge, stordita, disorientata, resto là, quando improvvisamente io mi volto, lui indietreggia e la folla mi getta tra le sue braccia…
Sospinti dalla folla che ci trascina e ci travolge, schiacciati l’uno contro l’altra formiamo un solo corpo e l’onda ci sospinge senza sfozo, incatenati, l’uno e l’altra, e ci lascia poi entrambi raggianti, ebbri e felici.
Travolti dalla folla che si protende e che danza una folle farandola, le nostre mani rimangono incollate e, a tratti sollevati, i nostri corpi, avviluppati, si alzano in volo e ricadono insieme, raggianti, ebbri e felici.
E la gioia che trabocca dal suo sorriso mi trafigge e mi rimbalza fino in fondo…”

… È un sogno? ...
... È una metafora del tango? …

NO: È UN INDOVINELLO!!!  :))
(Uno dei nostri soliti, naturalmente!)
Credevate di farla franca perché siamo ancora quasi in vavcanza?



Ebbene: non vi ricorda proprio niente la melodia di questa meravigliosa canzone, superbamente interpretata, per la prima volta nel 1958, dalla straordinaria Edith Piaf?
Non vi ricorda davvero niente, intendiamo, che riguardi il tango?
Aspettiamo con ansia le vostre risposte.  :)

(L’indovinello ci è stato suggerito da Katia Cortese e Manuel Garber che ringraziamo di cuore e che speriamo continuino a seguirci e a collaborare con noi)  :)

. . .

aggiornamento di venerdì 14 settembre
SOLUZIONE DEL QUIZ



QUE NADIE SEPA MI SUFRIR,
vals peruano (E.Dizeo, A.Cabral-1953)
interpreta Orquesta Alfredo De angelis, canta Carlos Dante
postato da: ZoeLog alle ore 16:34 | link | commenti (23)
categorie: musica, indovinelli
martedì, 10 luglio 2007

¡QUÉ NOCHE... !


Que noche!

¡QUÉ NOCHE... ! (Agustín Bardi - 1918)
interpreta: Osmar Maderna


Erano esattamente ottantanove anni...
"che Sivina e Sebastián non aggiornavano il blog!"
, diranno i nostri quattro o cinque lettori.  ;-))
No, ragazzi, avete sbagliato.
Erano esattamente ottantanove anni  che a Buenos Aires non si vedeva la neve!
Ma è ritornata ad imbiancare la città questa notte, lasciando i porteños impressionatissimi: proprio come lo rimase Agustín Bardi quando compose il suo famoso
tango "¡QUÉ NOCHE... !", dedicato alla straordinaria nevicata del 2 giugno 1918.

Pare che Bardi si trovasse in automobile insieme a due amici, di ritorno dall'ippodromo di La Plata, quando la Ford sulla quale viaggiavano rimase in panne, poco fuori dalla capitale e proprio nel momento in cui cominciavano a cadere i primi fiocchi.
La neve a Buenos Aires è un fatto rarissimo e possiamo immaginare lo sbalordimento dei tre amici, bloccati in una situazione a dir poco surreale, che si trovarono spettatori di quella eccezionale nevicata notturna.
Sembra comunque che il più stralunato dei tre fosse proprio Agustín Bardi e che per il freddo, la sorpresa e il fascino di quello spettacolo inatteso se ne stesse come imbambolato, canticchiando tra sè le note di un tango che l'inconsueta situazione
gli stava ispirando lì per lì.
Sembra infine che a suggerire il titolo di quel tango sia stato poi Eduardo Arolas, al quale Bardi raccontò l'accaduto una volta tornati - non si sa bene come - in città.

Le due foto che seguono si riferiscono proprio a quella storica nevicata. Quella a sinistra è una panoramica di Plaza de Mayo coperta di neve, mentre la foto a destra rappresenta alcuni uomini che si divertono a fare un pupazzo di neve.
La didascalia di quest'ultima, nel sito dove le abbiamo scovate, recita:


nieve Plaza de Mayonieve muñeca












"1918 - Nieve sobre Buenos Aires, los porteños (no podía ser de otra manera) hacen una muñeca tetona de nieve."
 

...  ;-))

QUI  invece trovate una galleria di immagini che ritraggono la nevicata della notte scorsa. Buona visione! 


Aggiornamento di lunedì 23 luglio (dedicato ad Agata)
votate la vostra versione preferita:


   ¡QUÉ NOCHE... ! (Orquesta Juan D'Arienzo '37)



¡QUÉ NOCHE... ! (Orquesta Juan D'Arienzo '67)


   ¡QUÉ NOCHE... ! (Orquesta Osvaldo Pugliese)
postato da: SilvySeba alle ore 18:10 | link | commenti (12)
categorie: musica, immagini, aneddoti, cronache
domenica, 27 maggio 2007

RENDEZ-VOUS DI GIGANTI



ADIOS MUCHACHOS (César Sanders)
interpreta: Orquesta Osvaldo Fresedo con Dizzy Gillespie


Sempre un po’ in ritardo con gli aggiornamenti del blog speriamo di farci perdonare dai nostri affezionati lettori con questa autentica curiosità tanguera che l’insostituibile
Gino Pastore
ha messo a nostra disposizione per condividerla con tutti voi
(grazie Gino). 
Si tratta di uno dei quattro brani che Dizzy Gillespie registrò con l’orchestra di Osvaldo Fresedo al Rendez-Vous di Buenos Aires, durante
il suo tour in Sud America del 1956.
Gillespie arrivò nella capitale argentina a fine luglio, per suonare in una serie di concerti al Teatro Casino della calle Maipu e subito chiese di essere messo in contatto con qualche musicista di tango.
Lo stravagante Dizzy già aveva mostrato interesse per la musica latino americana lavorando con le percussioni cubane una decina di anni prima, e comunque la sua curiosità musicale non conosceva limite.
Fresedo, per parte sua, aveva già assaggiato il jazz nel suo viaggio in Nord America del 1920, ed è nota la sua passione per le sperimentazioni di ogni tipo e per l’utilizzo di strumenti inconsueti nelle sue formazioni - ciò che le rese immediatamente distinguibili da ogni altra. Quando gli presentarono Gillespie non gli parve quindi vero di poter contare sull’insolito ed eccezionale contributo di una tromba di quel calibro, anche solo per poco.
Venne dunque informalmente organizzata una registrazione dal vivo durante una delle abituali esibizioni di Fresedo al Rendez-Vous: formidabile evento al quale i fortunati avventori di quella sera si trovarono ad assistere del tutto inaspettatamente.
La registrazione fu effettuata in maniera un po’ casalinga, con l’impianto portatile che potete vedere in primo piano nella fotografia qui in basso, e non si può dire che l’amalgama musicale che ne risultò sia perfetto: qualcuno lo ha definito come qualcosa che in virtù del talento dei due protagonisti non scade mai nel kitsch, ma che tuttavia emana a tratti un’atmosfera vagamente bizzarra, a metà tra l’hollywoodiano e il messicano, anche se nel complesso il risultato è innegabilmente interessante e percorso da una notevole intensità.
Il maggior pregio di queste registrazioni, però, sta da una parte nel carattere di autentico e disinteressato dialogo culturale che le attraversa, dove ognuno ascolta lo stile dell’altro senza abbandonare il proprio, e dall'altra nell’allegria che si sprigiona da esse e nella quale musicisti e pubblico, entusiasmandosi vicendevolmente, si abbandonarono a quell’improvvisato "concerto per tromba ed orchestra di tango".
I brani registrati in quell'occasione, oltre ad ADIOS MUCHACHOS, di Sanders, che vi abbiamo proposto per intero, furono: VIDA MIA, di Fresedo,
PRELUDIO Nº 3, di Pansera e CAPRICHO DE AMOR, di Pérez Prechi, dei quali vi offriamo invece soltanto un assaggio.
Esiste infine un aneddoto, su questo episodio, che non rinunciamo certo a raccontarvi: pare che per il giorno fissato per la registrazione Gillespie abbia domandato di poter trovar pronto davanti alla porta del proprio albergo un cavallo e che su di esso, perfettamente vestito da gaucho, abbia percorso tutta la strada che lo separava dal Rendez-Vous, presentandosi in questo modo, e del tutto a suo agio, al famoso locale di Fresedo.
È un vero peccato non avere nessuna fotografia che testimoni questa circostanza, e vi invitiamo dunque a fare un piccolo, ma proficuo, sforzo di immaginazione!  ;))


Fresedo e GillespieDizzy Gillespie con Osvaldo Fresedo (sulla sinistra) e la sua orchestra,
al Rendez-Vous in quella famosa sera del 1956


VIDA MIA (Osvaldo Fresedo)
interpreta: Orquesta Osvaldo Fresedo con Dizzy Gillespie


(Ringraziamo l'amico Seta.Cuoio per la versione integrale di VIDA MIA.)  :)


Aggiornamento di lunedì 11 giugno

È vero, "questo post sta dando frutti", come dice Chiara  ;) : gli amici di TangOblivion sono riusciti (incredibile, ma vero) a scovare la foto di Gillespie che si veste da gaucho prima della registrazione con l'orchestra di Fresedo, dimostrandoci che  la realtà a volte può davvero superare ogni fantasia!
Bene, potete anche far riposare la vostra immaginazione, ora.  ;)

(Da notare l'espressione sconvolta del violinista, mentre osserva la scena... ) :)))

Dizzy Gillespie vistiéndose de gauchoDizzy vistiéndose de gaucho antes de tocar con la Orquesta de Osvaldo Fresedo, Boite "Rendez Vous,Buenos Aires, Julio de 1956. Foto UNICA de la coleccion de Edgardo Falero (Canelones, Uruguay)

(foto e didascalia tratte dalle immagini di SIBEMOLFOTOS, su flickr)
postato da: ZoeLog alle ore 20:25 | link | commenti (23)
categorie: musica, personaggi, aneddoti, cronache, perlitas